1931 - 1948

 

Missionario in Cina: rettore del Seminario; inizia la versione della Bibbia

 

La notte del 31 maggio 1931 con fra’ Marcellino Salamone, compagno di missione, salpò da Brindisi verso la Cina. Il viaggio di mare ebbe fine a Shanghai il 3 luglio. Proseguendo, poi, per via fluviale e terrestre, raggiunsero Hankow, Changsha e finalmente arrivarono a Heng Yang.

Ben presto iniziò lo studio della lingua cinese sotto la guida di tre successivi maestri: il maestro Tzuei, il prof. Cheng e il prof. Chiang. Per cinque ore al giorno studiava il cinese e la sinologia (storia, geografia, ecc.). tre ore le dedicava allo studio della S. Scrittura (greco, ebraico, esegesi). Il tempo che gli restava lo impiegava per la vita spirituale: preghiera, ufficio divino, lettura spirituale, ecc.

Studiò con tale interesse e passione che a 4 mesi circa dal suo arrivo in Cina esercitava già il suo apostolato in mezzo al popolo. Confessava, battezzava, cresimava, faceva il catechismo e aveva incominciato a predicare in cinese.

Verso la fine del 1932 fu nominato Rettore del Seminario minore di Heng Yang. Oltre, quindi, al suo intenso programma di studio personale, attendeva con alacrità ed impegno al suo dovere di Rettore, vivendo con i suoi seminaristi, amandoli come un padre e una madre. Li aiutava in tutti i loro bisogni, li sosteneva nelle loro difficoltà, li formava spiritualmente, sapeva anche gioire con loro.

Le ore libere del mattino e della sera le dedicava ad approfondire i suoi studi sulla S. Scrittura. Nell’estate del 1933 si recava a Changsha, per consultare presso l’”Hunan Bible Institute”, le opere bibliche e conoscere da vicino la produzione letteraria e biblica in cinese dei protestanti.

Il risultato di questi studi fu il primo importante articolo, che egli scrisse e pubblicò nel 1934 in “Collectanea Commissionis Synodalis” di Pechino dal titolo: “De quibusdam Christi vitis silice a protestantbus exaratis”.

Dopo aver raccolto i libri che riteneva essenziali, si accinse all’opera della traduzione della Bibbia in cinese l’11 aprile 1935, festa dell’Addolorata. Intraprendeva così quell’immane fatica, che condurrà avanti da solo, fra alterne vicende, per un decennio, finchè il 21 novembre 1944 ebbe la gioia di terminarla a Pechino.

Fu di grande importanza l’andata di P. Allegra a Pechino nell’estate del 1935. Vi si recò dietro invito di mons. Mario Zanin. Ivi visitò la biblioteca dell’Università Fu-Jen, ove trovò il manoscritto del Padre de Poirot, S.I., che sul finire del 1700 e ai primi dell’800 aveva tradotto quasi per intero l’Antico Testamento in cinese sulla base della Volgata. Con l’aiuto del P. Theo Ruhl, S.V.D., ottimo fotografo, se ne fece una copia. Purtroppo essa fu poi distrutta dai Giapponesi, durante l’invasione del 1944.

Per interessamento di mons. Alfredo Bruniera, della delegazione apostolica, ebbe inoltre da Londra la trascrizione del “Sloane Manuscript”: era una traduzione cinese del Nuovo Testamento, eseguita dal P. Basset, M.E.P., nel secolo XVII.

Nel mese di giugno 1936 venne nominato superiore regolare. Non appena ricevette la nomina, scrisse al p. generale, Leonardo Bello, una lettera di rinuncia, notificandogli che tale ufficio gli impediva di dedicarsi totalmente alla traduzione della Bibbia. Il Padre generale ne riconobbe le ragioni espostegli e ne revocò la nomina.

Tradusse il poema classico cinese “Li Sao” del grande poeta Chü Yüng del sec. III a.C., uno degli autori classici cinesi più difficili. Ne affrontò la fatica per una maggiore conoscenza della lingua cinese.

Continuò a lavorare nelle ore notturne e nei ritagli di tempo, di cui poteva disporre, dopo il disimpegno del suo ufficio di Rettore del Seminario. Traduceva anche sotto i bombardamenti giapponesi a causa della guerra, scoppiata il 7 luglio 1937. Un tale lavoro, così immane, incise fortemente sulla sua debole costituzione: fu colpito da neurastenia con forti dolori di capo, per cui, dietro ordine del medico, dovette rimpatriare, Lasciò Heng Yang il 12 aprile. Si portò a Shanghai e di là, verso la fine di maggio, salpò per l’Italia.

 

Dopo essersi rimesso al paese natale, pensò di frequentare a Roma, come uditore, l’Istituto Biblico per il corso di sintassi ebraica, per la lingua siriana, per la teologia del Nuovo Testamento e per il corso di Ellenismo. Superò brillantemente gli esami e gli fu conferito il titolo di Lettore generale di Sacra Scrittura il 6 aprile 1940.

Si recò poi a visitare i Luoghi Santi. Ritornato a Roma il Ministro Generale gli affidò l’incarico di maestro di disciplina del Collegio “Sant’Antonio”, che disimpegnò fedelmente fino al momento della partenza.

 

 

Erige uno Studio Biblico a Pechino

 

Il 20 dicembre 1940 ripartì da Roma in aereo per la Cina, diretto a Pechino via Lisbona, Stati Uniti e Giappone. Giunto a Lisbona dovette sostare circa due mesi.

Passando dal Giappone, a Kobe incontrò per la prima volta il celebre scienziato p, Teilhard de Chardin.

Giunto a Pechino, essendo stato nominato cappellano dell’Ambasciata Italiana, andò ad abitare presso la chiesa dell’Immacolata, annessa alla stessa Ambasciata.

Incoraggiato da Mons. Zanin, riprese gli studi. Accanto al lavoro di perfezionamento della lingua cinese, continuò la traduzione dell’Antico Testamento, che aveva iniziato a Heng Yang. A Pechino completò la traduzione dei Libri Storici, proseguì con i Sapienziali e finì con i Profetici.

Nello stesso tempo si dedicava con grande zelo apostolico a confessare, predicare e visitare gli ammalati. Il delegato generale, p. Alfonso Schnunsenberg, lo aveva scelto come suo consigliere.

In seguito all’armistizio dell’Italia con le Forze Alleate (8 settembre 1943), misure repressive furono applicate verso i cittadini italiani anche in Cina da parte dei Giapponesi. In quel momento, fra’ Gabriele si trovava a Taiyuanfu a predicare gli esercizi spirituali ai confratelli. I Giapponesi occuparono la sede centrale della missione e costrinsero a domicilio coatto nella stessa residenza tutti i frati italiani.

In questo periodo, il comandante del campo gli aveva permesso di continuare ad usare la Bibbia ebraica e il dizionario. Tradusse così il libro di Ester.

Dopo 15 giorni di prigionia, gli fu comunicato che insieme a p. Norberto Pieraccini e a p. Testa del PIME, doveva tornare a Pechino e rimanere a disposizione del Console giapponese, che lo accolse benevolmente, poiché stimava tanto fra’ Gabriele.

Avendo portato a termine, il 21 novembre 1944, la prima stesura della traduzione cinese dell’Antico Testamento, pensò di avviare uno Studio Biblico, cioè di costituire un gruppo di confratelli specialisti nelle scienze bibliche e nella lingua cinese, che avrebbero collaborato per una revisione completa della traduzione della Bibbia, fatta da solo.

Dopo aver avuto il consenso del delegato generale, fra’ Gabriele si mise subito all’opera e riuscì ad avere quattro giovani frati cinesi, di cui tre erano laureati in letteratura cinese: fra’ Antonio Lee, fra’ Solano Ly e fra’ Ludovico Liu, ed uno in dogmatica: fra’ Bernardino Ly.

Con questo piccolo gruppo egli costituiva lo Studio Biblico. Il 2 agosto 1945 fu ufficialmente inaugurato alla presenza dei superiori dell’Ordine: il delegato generale per l’Estremo Oriente, p. Alfonso Schnunsenberg, e il p. Fortunato Bungarten, superiore della Domus franciscana.

I collaboratori al mattino studiavano, sotto la guida di fra’ Gabriele, la lingua ebraica, il greco e l’esegesi. Nel pomeriggio si dedicavano al lavoro letterario della versione, già approntata precedentemente da lui. Il 15 settembre 1946 venivano pubblicati i Salmi e un anno dopo, 4 ottobre 1947, i Libri Sapienziali, il 4 ottobre 1948 il Pentateuco.

Quanto alla sede, in tre anni, dovettero cambiarla quattro volte.

Anche la mancanza di denaro per la stampa della Bibbia in cinese fu un’altra grande difficoltà. Egli si rivolse allora ai Vescovi francesi della Cina, chiedendo loro un contributo. E vennero in aiuto. Fu soprattutto mons. Luigi Capozi, vicario apostolico di Taiyuanfu, che intervenne a salvare la situazione finanziaria.

Le truppe comuniste, intanto, avanzavano con grande successo nella Cina del Nord. Si pensò, quindi, di trasferire lo Studio Biblico ad Hong Kong. Il 15 agosto 1948 si allontanava da Pechino il primo gruppo di collaboratori. Il 4 ottobre veniva pubblicato il terzo volume dell’Antico Testamento, il Pentateuco. Il giorno dopo partì anche lui per Hong Kong, dove giunse il 22 ottobre.

 

 

 

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