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MESSAGGIO
DI APERTURA
DELL'ANNO CENTENARIO DELLA NASCITA
1907-2007
Il 26 Dicembre dell’anno
in corso ricorre il centesimo anniversario della nascita del Venerabile
Gabriele Allegra dell’Ordine dei Frati Minori.
Il Ven. Servo di Dio,
infatti, nasceva a San Giovanni La Punta, in Provincia di Catania, nello
stesso giorno del 1906.
La Provincia Minoritica
del Ssmo Nome di Gesù di Sicilia considera grazia e privilegio potere
annoverare tra i suoi figli migliori il Ven. Gabriele Allegra e si appresta
a celebrare la ricorrenza per ringraziare il Signore del dono di un tale
“Figlio” e per mantenere viva la memoria di questa eccezionale figura di
Francescano, di Sacerdote e di Missionario che, a partire dalla sua santità
e umiltà, ha allungato la lista degli uomini “Santi” che da otto secoli
seguono Cristo sulle orme di Francesco di Assisi e che ha piantato una
pietra miliare nel cammino del Vangelo in Cina, iniziato oltre sette secoli
or sono ad opera di un altro Francescano, Fr. Giovanni da Montecorvino:
fondatore del Cristianesimo in Cina e primo Vescovo di Pechino.
Il Ven. Gabriele
Allegra, insigne rappresentante di questa storia di benedizione e di gloria,
appena ordinato sacerdote, partiva per la Cina il 31 Maggio 1931, portandosi
nel cuore un sogno gigantesco: dare al popolo cinese la traduzione completa
di tutta la Bibbia, dai testi originali nella propria lingua, ancora
inesistente.
Con l’aiuto della grazia
di Dio, l’intercessione della Madre del Verbo di cui il nostro Venerabile fu
devotissimo, accompagnato dalle non comuni doti di intelligenza e di volontà
di cui era stato arricchito il Ven. Gabriele e dall’appassionata
collaborazione di vari confratelli nel lavoro dello Studio Biblico da Lui
fondato, la prima traduzione cattolica completa della Bibbia in lingua
cinese cominciò a essere pubblicata l’11 Aprile del 1935 e venne conclusa,
con l’edizione del Nuovo Testamento in tre volumi, il 2 Agosto del 1961.
Ricordiamo come detta
traduzione della Bibbia, corredata da ampio commentario, è stata molto
apprezzata anche come opera letteraria dagli esperti.
Vogliamo aggiungere che il Ven. Gabriele, a tutta questa attività di taglio
prevalentemente intellettuale, ha accompagnato una squisita attenzione ai
poveri e ai sofferenti, tale che non esistiamo a definirla “affettuosa”.
Prova ne sia il suo grande amore per i lebbrosi, con i quali egli amava
trascorrere i suoi brevi periodi di riposo nel lebbrosario di Coloane.
La traduzione cinese
della Bibbia possiamo considerarla “il fiore all’occhiello” della vasta
attività missionaria del Venerato Confratello, che conobbe un impegno senza
soste in campi svariati come: la spiritualità, dedicandosi a
pubblicazioni su tale materia, a numerosi Corsi di Esercizi spirituali,
all'accompagnamento di persone consacrate nel cammino di sequela di Cristo,
etc.; la diffusione della sociologia cristiana, con la fondazione di
uno “Centro di studio” a Singapore, che per vari anni rese un buon servizio
su questo argomento; l’Ecumenismo, promovendo incontri di preghiera e
di studio con i fratelli di altre confessioni cristiane, nel clima della più
squisita carità, ma anche nel rispetto rigoroso della verità.
Il nostro Venerabile
rendeva l’anima a Dio mentre era intento a commentare il Salmo 54. Aveva
scritto: “La sorte più invidiabile per un francescano, che non ottiene la
grazia del martirio, è quella di morire lavorando”.
E in previsione
dell’approssimarsi di “Sorella morte”, a sintesi e conclusione di una vita
abbondante di grazia e feconda di benedizioni, chiese ripetute volte a
Confratelli e amici di cantare, dopo la sua morte, un Magnificat, nel
quale egli sentìva di poter raccogliere tutta la sua gratitudine per quanto
Dio aveva operato in lui e per mezzo di lui: “Quando lei sentirà - scriveva
a un amico - che sorella morte è venuta a chiamarmi, preghi per me,
recitando il Magnificat, perché la Madonna mi ha fatto molte grazie,
e non so come fare per ringraziarla”.
Il processo di
beatificazione, iniziato in Cina subito dopo la sua morte, è stato
completato e speriamo dalla bontà del Signore che il suo Servo fedele possa
al più presto essere proposto alla pubblica venerazione dei fedeli, per la
gloria del Nome santo di Dio e, crediamo, per la gioia speciale di quel
popolo per il quale fu portatore del Dono più prezioso: la Santa Parola di
Dio, che illumina e conduce la storia della Salvezza.
La Provincia dei Frati
Minori di Sicilia, nella gioia grata di celebrare l’anno cento della nascita
del Ven. Gabriele Allegra, estende a tutti l’invito di unirsi a noi nel
lodare il Signore per aver suscitato dalla nostra terra di Sicilia questo
degno figlio dell’Ordine francescano e della Chiesa, la cui glorificazione è
attesa con ansia e con fiducia.
Pace e Bene
Fr. Carmelo
Finocchiaro ofm
Ministro Provinciale
dei frati minori di Sicilia
PROGRAMMA
PER L’ANNO CENTENARIO
21 gennaio 2007
Commemorazione del beato transito del venerabile frate Gabriele M. Allegra e
apertura ufficiale dell’anno centenario ad Acireale con la presenza del
Cardinale di Palermo Sua Em. Rev. Salvatore De Giorgi (programma a parte).
12 maggio 2007 -
San Giovanni La Punta
Giornata di
frate Gabriele M. Allegra con la presenza di Sua. Ecc. Rev. Mons. Salvatore
Gristina arcivescovo di Catania.
29-30 novembre 2007 Convegno di studio
a Catania. clicca
Singing Davar Jawhè...
Concerto di
musica cristiana a cura di fra’ Giuseppe Di Fatta, fra’ Vittorio Avveduto, fra’
Massimo Corallo
27 gennaio 2008
Commemorazione del beato transito del venerabile frate Gabriele M. allegra e
chiusura dell’anno centenario ad Acireale con la presenza del Ministro Generale
dei Frati Minori fra’ Josè Rodriguez Carballo e del Cardinale Hummes.
(programma a parte).
*Durante
l’anno centenario si celebrerà una giornata per fra Gabriele nei luoghi dove
sarà richiesta.
CHIUSURA DEL PRIMO CENTENARIO DELLA NASCITA E
XXXII ANNIVERSARIO
DEL “DIES NATALIS” DEL SERVO DI DIO P. GABRIELE MARIA ALLEGRA -
ACIREALE, 26-27 gennaio 2008
Omelia di Fr. José Rodriguez Carballo, ofm - Ministro generale
Carissimi
fratelli e sorelle,
il Signore vi dia pace!
Ancora una volta il Signore ci convoca attorno al suo altare nella
annuale ricorrenza del “dies natalis” del nostro carissimo confratello e
Venerabile Servo di Dio, P. Gabriele Maria Allegra, figlio illustre di
San Giovanni La Punta, devoto figlio della Chiesa, gloria di questa
fortunata e accogliente terra della Sicilia e dell’Ordine dei Frati
Minori.
Con Voi rendo grazie all’Altissimo che ci
raduna nella gioia e illumina il nostro cammino con la luce splendida
delle virtù dell’intrepido Apostolo della Parola, Fr. Gabriele Maria
Allegra.
Quest’anno, la “memoria” di questo
singolare figlio di san Francesco si celebra nel clima del prossimo Anno
Paolino, voluto dal Santo Padre Benedetto XVI per
celebrare il bimillenario della nascita del Apostolo Paolo, e
nell’attesa della XII Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che
nel prossimo mese di ottobre approfondirà un tema tanto caro al P.
Allegra: La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa.
Ma partiamo della Parola appena
ascoltata, con la quale il Signore ci viene incontro, con la volontà di
essere luce e salvezza (cf. Sal 26), per tutti e ciascuno di noi, a
condizione, però, che apriamo i nostri cuore alle esigenze della Parola
proclamata, anche se sembrano particolarmente radicali e difficili per
la nostra mentalità.
Nel Vangelo di questa celebrazione Gesù
si presenta a noi camminando lungo il mare di Galilea (cf. Mt 4, 18), e
percorrendo tutta quella regione (cf. Mt 4, 23). Gesù è una persona in
movimento, in cammino, ed il suo passo tra la gente, predicando e
curando ogni sorta di infermità (cf. Mt 4, 23), diventa “luce per un
popolo che vive nelle tenebre e nell’ombra di morte” (Is 9, 1),
Sempre nel Vangelo di questa domenica
ascoltiamo un invito che diventa urgente: “Convertitevi, perché il regno
dei celi e vicino” (Mt 4, 17). Convertitevi, cioè: cambiate la vostra
mente, cambiate i vostri cuori, fate una sosta en cammino per vedere
verso dove state andando e verso dove dovresti camminare. Queste è
quanto si vuole esprimere con i termini metanoia, in greco, e shub, en
ebraico, che stanno alla base del termine conversione.
Finalmente abbiamo ascoltato l’invito
rivolto da Gesù ai suoi discepoli: “seguitemi” (Mt 4, 19; cf. 4, 21).
Seguire Gesù, seguire le sue orme: questa è la vocazione fondamentale
della nostra vita, e, come conseguenza, quanto darà senso autentico alla
nostra esistenza. Seguire significa, prima di tutto, lasciarsi fare: “…
vi farò pestatori di uomini” (Mt 4, 19). Seguire Gesù significa
disponibilità totale, affinché in noi si compia il progetto di Dio.
Seguire Gesù significa, anche, lasciare le reti, le barche, il padre (cf.
Mt 4, 19. 22), lasciare qualunque sicurezza, fidarsi unicamente della
sua parola (cf. Lc 5, 5), fare di Lui la unica ricchezza, l’unico
rifugio, come nel caso di Francesco (cf.LDA 4).
Alla luce di tutto questo tentiamo di
vedere la vita di P. Allegra e, quindi, anche la nostra. Anche P. Maria
Gabriele Allegra, come buon Frate Minore, è stato un uomo in cammino.
Dalla terra che le vide nascere, la Sicilia, parti per Roma, per poi
andare in Terra Santa, in Cina, la sua terra amata, Singapore, e da Hong
Kong, tornare qui ad Acireale, dove dal suo venerabile sepolcro continua
a illuminarci con il suo esempio di vita evangelica.
Uomo in cammino, P. Allegra fecce della
Sacra Scrittura lo strumento privilegiato per essere anche lui luce
delle genti. Avendo ascoltato fin dalla sua giovinezza, come gli
Apostoli, l’invito a seguire Gesù per predicare il Vangelo (cf. Mc 4,
13), il P. Gabriele Maria, acceso di passione per il Vangelo e di
sollecitudine per tutte le Chiese, in modo particolare per quella che
vive in Cina, e sfidando ogni ostacolo che avrebbe potuto dissuaderlo da
quello che era diventato l’unico scopo della sua vita, giurò a se
stesso: “io tradurrò la Parola di Dio in cinese”. Difficile e arduo
lavoro, ansi impossibile, se il Servo di Dio non fosse mosso da una
grande fede nella Parola di Dio, da un grande amore per la sua terra di
adozione, la Cina, e se lo studio e la lavoro assidui non fosse
accompagnato, alimentato e illuminato dalla costante preghiere.“Nihil
impossibile est oranti laboranti et studenti”, dirà lui stesso a Mons.
Raffaele Palazzi l’8 marzo 1938, come ci ricorda nella Memorie, facendo
riferimento a quanto si faceva nella piccola Fraternità francescana di
Pechino, che condivideva in pieno il “sogno” e le “fatiche” di P.
Allegra.
Il P. Gabriele Maria, profondamente
convinto che “Gesù inviato dal Padre ad annunciare il Vangelo, vuole
raggiungere ogni epoca della storia, ogni luogo della terra ed ogni
ambito della società per arrivare ad ogni persona” (CDF, Nota dottrinale
su alcuni aspetti dell’evangelizzazione, 2007, 1); convinto che
“rivelare Gesù Cristo e il suo Vangelo” è “il programma fondamentale che
la Chiesa ha assunto come ricevuto dal suo Fondatore” (Evangelii
nuntiandi 56), e che, come confessa nelle sue Memorie, la Chiesa deve
offrire di nuovo la Sacra Scrittura ad ogni uomo, quale lettera del
Padre celeste all’umanità (cf. Memorie, pg 174), fu maturando la
decisione di andare in Cina e di tradurre l’intera Bibbia in cinese,
aprendo l’Istituto Biblico di Pechino. Figlio devoto della Chiesa, si
lascio consumare dall’ansia di evangelizzare la Cina.
Nel cuore di questo grande francescano
siciliano, del quale ricordiamo oggi il XXXII anniversario del beato
transito, non ardeva altro fuoco che non fosse l’amore per il Vangelo e
la salvezza delle anime (cf. 1Tim 2, 4), l’amore per la Cina, che lui
vedeva come la terra della speranza e sentiva come seconda patria, e
l’amore per i cinesi, ai quali considerava suoi veri fratelli e sorelle,
poiché, come scriverà il Servo di Dio Giovanni Paolo II nell’Esortazione
Apostolica “Vita consacrata” nel 1996, “chi ama Dio, Padre di tutti, non
può non amare i suoi simili, nei quali riconosce altrettanti fratelli e
sorelle” (VC 77).
Chiamato dal Signore ad essere suo
discepolo e apostolo, questo francescano di San Giovanni La Punta,
ascoltando e prendendo sul serio l’invito evangelico alla conversione,
fecce poi “più credibile e attraente la parola del Vangelo e la missione
della Chiesa” (cf. Benedetto XVI alla Congregazione delle Cause dei
Santi e al Collegio dei Postulatori, OR 17-18 /12/2007, pg 8) con la sua
santità di vita, con “la testimonianza di una vita totalmente donata a
Dio e ai fratelli, a imitazione del Salvatore che, per amore dell’uomo,
si è fatto servo” (cf. VC 76). Di lui ben si può dire, prendendo a
prestito una felice espressione di Benedetto XVI, che, nel suo ministero
di testimone della Parola, “ha aperto davanti a noi il Vangelo e ne ha
sfogliato le pagine con la forza persuasiva della sua santità”.
Uno dei Consultori chiamati il 10 maggio
1994 ad esprimere il suo giudizio sull’esercizio eroico delle virtù di
P. Gabriele, affermava testualmente: “Egli apparve come un modello di
vita santa, non soltanto come meritevole esegeta, ma anche e soprattutto
come un santo ed efficace apostolo con l’esempio di vita nel lavoro,
nell’umiltà e nell’amore a Dio e al prossimo” (Relativo et Vota, pg 73).
Un altro Consultore scriveva: “Mi distacco a malincuore dal Servo di
Dio: un personaggio affascinante sotto ogni punto di vista, una grande
anima che non solo studiò e commentò il Vangelo, ma lo visse giorno per
giorno con evidente eroismo” (Relatio et Vota, pag 59).
Sta proprio in questa sua capacità di
vivere il Vangelo il segreto dell’attualità di P. Allegra. Cosi come il
Vangelo rimane in eterno ed è sempre attuale, cosi colui che si affida
al Vangelo e vive in pienezza il dinamismo del Vangelo, non conosce
tramonto ma vive per sempre la vita dello spirito scaturita dall’eterna
Parola di salvezza. Il P. Allegra, come tutti i Santi, non appartiene al
“museo” delle cose passate, ma esprime l’eterna attualità dello Spirito
che lo ha generato.
Con l’eloquente testimonianza della sua
vita, totalmente immersa in Dio e vivificata dalla Spirito del Risorto,
P. Gabriele non fu soltanto “un figlio di San Francesco, umile e
disponibile, impegnato nella preghiera e nella penitenza, innamorato
della Croce e un autentico apostolo” (cf. Relatio et Vota, pag 103), ma
resta ancora un “autentico maestro di vita”, capace di accompagnare, con
la coerenza delle sue scelte di vita e con la fedeltà generosa alla sua
vocazione francescana, anche noi tutti Frati Minori e quanti trovano in
lui un vero realizzatore della eterna Parola di Dio. Alla luce degli
esempi di vita del P. Allegra noi perciò vogliamo camminare “con
lucidità ed audacia” verso quella novità di vita che attinge il suo
vigore e si alimenta della Parola del Signore.
Mentre il P. Allegra accompagna i nostri
passi di pellegrini stanchi, ricordandoci che la Parola di Dio “nel
rivelarsi illumina, e dona saggezza ai semplici” (Sal 119, 30), si
presenta a noi come l’uomo e fratello che si è lasciato illuminare dalla
fiaccola della Parola e per questo, pur camminando in una valle oscura,
come ci ricorda il Decreto Super virtutibus, non ha smarrito il sentiero
della vita, ma si è ritrovato in Colui che ha detto: “Chi segue me, avrà
la luce della vita” (Gv 8, 12). D’altra parte ci lascia un esempio da
seguire: amare la Parola, fare della Parola l’alimento quotidiano della
nostra vita, credere alla Parola come Buona Notizia, aprirci al Vangelo,
tornare al Vangelo affinché nella nostra vita risplenda, con nuovo
fulgore, la bellezza, la poesia e la grazia degli origini.
Cari fratelli e sorelle: è arrivato il
momento di “riconciliarci” con la Parola di Dio, di far tornare alla
Parola dell’esilio forzato al quale l’avevamo obbligata tanti cristiani.
La Vergine di Nazaret, cosi cara al cuore di P. Gabriele, e che insegnò
al nostro Venerabile a credere alla forza della Parola, aiuti tutti noi
a fare della Parola alimento e sostegno della nostra vita.
Con Padre Gabriele Maria Allegra,
apostolo della Parola e testimone di speranza, alziamoci e mettiamoci in
cammino con l’aiuto del Signore.
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